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CIRCOLO ORGANIZZATORE
SOCIETA’ NAUTICA LAGUNA
Villaggio del Pescatore-72, 34013 – Duino Aurisina
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LOCALITA’, DATA ED ORARIO DI PARTENZA
Zona al largo del Castello di Duino, Domenica 25 settembre 2011 ore 11.00.
Il Castello di Duino
I due castelli di Duino sorgono nell'omonimo villaggio tra Monfalcone e Trieste; del vecchio rimangono ancora imponenti rovine a strapiombo sul mare, mentre il nuovo è dimora dei principi della Torre e Tasso. I primi signori di Duino furono vassalli di Aquileia e posero stanza nella zona verso il 1121 con Wondelsalchus. Il feudo rimase vassallo della Chiesa di Aquileia fino al 1366 allorché Ugone VI cedette i diritti sul castello alla casa d'Austria. I feudi vennero ereditati poi dai Walsee, i quali ressero le sorti dell'antica regina delle rocche dell'Adria fino al 1472. Da quella data Duino diviene possedimento diretto dell'impero e affidato a vari capitani cesarei, tra i quali va ricordato quel Nicolò Luogar che ebbe una notevole importanza nella storia di Trieste.
Nel 1509 l'imperatore Massimiliano I concede la capitania pignoratizia di Duino al nuovo capitano Hofer, che passa alla sua morte ai conti dellla Torre Valsassina. Sarà Raimondo VI della Torre Hofer Valsassina (i della Torre avevano infatti aggiunto al proprio il predicato dei precedenti signori di Duino) ad acquistare nel 1586 la signoria insieme al titolo di capitano perpetuo ereditario.
Nel 1783, alla morte di Raimondo XI e a seguito del matrimonio di una figlia di Raimondo con un principe Hohenlohe, Duino passa a questi principi tedeschi, il cui ramo assume i predicati di Della Torre Hofer Valsassina Hohenlohe Schillingfürst. Attualmente i castelli e le terre circostanti sono di proprietà del principe Carlo della Torre e Tasso, che abita nel castello nuovo.
Il primo castello, edificato tra il decimo e l'undicesimo secolo, era di piccole dimensioni, ben difeso dal ciglione carsico, a strapiombo sul mare. I veneziani provarono a conquistarlo nel 1369, senza successo.
Nel 1389 si diede inizio, invece, alla costruzione del nuovo castello, che risulterà molto più grande del precedente.
Anche per i due castelli di Duino vive la leggenda epica, pregna del fascino che solo le ultime propagini del Carso che qui si gettano nel mare, riescono a conservare.
Rimangono su tutto le parole del poeta Rilke, quando guardando il mare tra scogliera e pinete o dalla finestra sotto l'urto della bora il cielo sbiancare al vento furioso, si chiedeva: "Chi mai, s'io grido, m'udrà dalle schiere celesti?".
Il Castello di Miramare
Era un pomeriggio dell'autunno 1855 quando il ventitreenne arciduca Massimiliano d'Asburgo, già da un anno comandante a Trieste della marina da guerra austriaca, fu costretto a cercare rifugio nell'insenatura di Grignano per un improvviso maltempo. E fu amore a prima vista per questo promontorio: qui egli avrebbe costruito il suo castello, che avrebbe gareggiato con quello di Duino. Il progetto venne affidato all'architetto Carlo Junker.
I lavori del castello ebbero termine appena nel 1860 e, alla vigilia di quel Natale, Massimiliano e Carlotta vi presero dimora.
Di certo, gli interessi artistici dell'arciduca, influenzati dagli ambienti austriaci, germanici e inglesi, diedero un'impronta stilistica al lavoro commissionato, con chiari spunti del periodo eclettico e anche di modelli neogotici o più genericamente neomedioevali, con l'impiego sia dell'arco acuto, sia dell'arco tondo. Un'ulteriore caratteristica al castello la diede l'architetto Heinrich Ferstel, i cui suggerimenti Massimiliano trasferì nella costruzione tipica dell'architettura tedesca contemporanea, nelle merlature, nelle finestre rettangolari, nelle torrette.
Poi, la storia. Da Miramare al Messico; la fine per fucilazione.
Carlotta rimase a Miramare fino al 1867; poi, lasciando un'aurea di cupa tristezza sull' "oscuro castello", si trasferì nel castello di Tervueren in Belgio, ove morì nel gennaio del 1927.
Il castello di Miramare, cantato in un'ode anche dal Carducci, passò al demanio italiano per effetto del trattato di Saint Germain.
Dal 1943 al 1954 fu sede dei vari comandi di occupazione succedutisi nella città di Trieste. Dal 2 giugno 1955... "questo bastion di scogli" è stato destinato a Museo storico.
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